Non sarà un’avventura

Scrivo per me stessa e a me stessa dal 18 gennaio 1999.

Lo so perchè è un giorno che non potrei mai dimenticare.

E da quel giorno non ho mai smesso di scrivere. Sono passati 23 anni e di ciascun anno conservo un diario fitto di parole e “tu chiamale se vuoi, emozioni”. Per chi, come me, ama lasciare i ricordi nero su bianco troverà sempre una via di fuga attraverso l’inchiostro o il suono delle dita sulla tastiera. E’ il nostro modo di spiccare le ali e volare lontani.

Tuttavia c’è un muro invisibile tra la scrittura per noi stessi e quella destinata ad un pubblico. Per il momento questo sito rimane accessibile da tutti ma conosciuto da nessuno. Dicono che passati i trenta uno dovrebbe avere una direzione, sapere dove si sta andando. Io so solo che non sarà un’avventura, che questa volta vorrei approciarmi alla scrittura nell’etere virtuale in maniera più costante.

E la storia continua…

Chiacchiere con mia cugina cinese

Un paio di mesi fa mia cugina e sua figlia di 11 anni sono venute a trovarmi a Suzhou. Non le vedevo da tanti anni per cui l’idea di passare un week end insieme mi entusiasmava. Sono andata a prenderle in stazione e una volta sistemata la valigia siamo andate a cena dentro il centro commerciale più grande della città, ai piedi del palazzo chiamato “Pantalone”.

Il giorno dopo, abbiamo fatto un giro nel quartiere vecchio, caratterizzato dai canali e per i quali è soprannominata la Venezia cinese. La figlia di mia cugina suona uno strumento musicale a corde che si chiama “Pipa” 琵琶 e siccome è tipico di questa zona, abbiamo preso i biglietti per uno spettacolo molto popolare. Sul momento ci hanno chiesto che tipo di tè preferivamo, da accompagnare ai semi di girasole. Tendenzialmente scelgo il tè al gelsomino che è molto delicato.

Prima dello spettacolo siamo andati a fare un giro in barca e lì si è sentita una pace che dal lato dei pedoni potrebbero solo sognare. Di fianco a noi due ragazze erano intente a farsi le foto a vicenda, vestite con abiti tradizionali dai colori pastello e acconciature architettoniche. Un sabato pomeriggio a sfoggiare la propria bellezza e la propria vanità.

Domenica mattina abbiamo fatto colazione a casa e la musica Indie/Pop a cui non erano abituate. Mia cugina ha cominciato a farmi un discorso che mi ha fatto molto riflettere. Mi ha detto che è bella la mia vita da single dove posso organizzare il mio tempo e coltivare i miei hobby. Perchè una volta che ti sposi e fai un bambino puoi scordarti tutte queste libertà. Certi lussi come godersi la colazione a casa sono ricordi ben lontani. Partorire un figlio, accudirlo e dargli da mangiare è facile, ma poi lo devi educare, e devi assicurarti che non rimanga indietro a scuola, lo mandi ai corsi extra curricolari perchè tutti i suoi compagni di classe ci vanno. Corsi di preparazione di matematica, inglese, logica, musica, nuoto o danza classica. Questa è la parte faticosa.

Le sue parole mi hanno fatto capire che anche mia cugina rientra nella categoria di donne che non si sarebbero sposate, e che l’hanno fatto per imposizione della società e dei genitori.

Quando è arrivato il giorno della partenza, prima di salire sul taxi l’ho abbracciata e le ho detto “la prossima volta vieni da sola che passiamo del tempo io e te”. Lei ha annuito e ho notato che aveva gli occhi lucidi.

E la storia continua…