Caro tedesco..

Non sono convinta che la nostra amicizia possa funzionare, il problema non sei tu, ma sono io.

O meglio, tu mi parli ma nella mia testa non posso fare altro che filtrare le tue parole e tutto ciò crea una gran confusione. Durante gli anni del liceo avevo un amico Latino con cui m’incontravo 4-5 ore a settimana. Anche lui aveva i suoi casi, nominativo, genitivo, dativo, accusativo e ablativo. Con lui non sono mai andata molto d’accordo, non era attraente come te.

Ma tu, caro amico tedesco, perchè rendi le cose cosi complicate?

Faccio molta fatica a seguirti, non ho ancora trovato un metodo per ricordarmi gli articoli dei sostantivi, non capisco la tua logica, eppure m’impegno. Uno potrebbe dirmi che il genere degli articoli non è importante, e invece si sbaglia. Devo ricordarmi se il nome è maschile, femminile o neutro perchè poi è importante anche nelle frasi negative, nel plurale, etc..

Sono in grado di ordinare da bere, saprei descriverti un appartamento, fare una breve presentazione di chi sono, cosa faccio e cosa mi piace nella vita, prendere un appuntamento in ospedale e anche parlare al passato, con pochi verbi.

Ma spesso mi chiedo: quando potremo avere una conversazione solo noi due? senza altri che ci sentano, senza che debba alzare la mano per chiedere spiegazioni, senza che debba pensare alla struttura della frase, alla posizione delle parole.

Per adesso le parole sono solo parole, aspetto il giorno in cui queste parole faranno parte di me, come se le avessi tatuate sul braccio. Quando ogni cellula del mio corpo potrà sentirne l’importanza e il peso.

Fino a quel giorno sappi che continuerò a farti il filo.

Io e il tedesco diventeremo migliori amici.

Dicono che abbia un brutto carattere, che sia un pò scorbutico, per niente romantico. Il modo in cui pronuncia “Farfalla” sembra il nome di un medicinale e poi quando dice “Ti amo” sembra che ti stia insultando. Cosi dicono. Uno di quelli che dovresti evitare alle feste, uno da cui stare alla larga perchè “non è il tuo tipo, non durerebbe”. I miei amici sono perplessi e mi chiedono “Perchè?”.

E io, che sono cocciuta e amo le sfide, ho deciso di conoscerlo più da vicino.

Ci avevo già provato dieci anni fa, eravamo a Berlino e mi ero concessa una vacanza di un mese per vivere insieme a lui, per respirare l’aria alternativa e hipster della città, per ballare insieme ai suoi amici e mangiare sauerkraut a colazione (non esageriamo adesso).

Per me il tedesco è come il cocco, duro fuori ma morbido dentro. E per conoscerlo meglio bisogna frequentarlo di più, creare un rapporto di fiducia, come in altre relazioni.

Se non si era capito, non sto parlando di un uomo ma della lingua tedesca.

Ebbene si, mi sono iscritta ad un corso intensivo di tedesco per principianti al Goethe Institut di Shanghai. Ente riconosciuto dal governo tedesco e che offre corsi diversi a seconda delle esigenze.

Il corso è tenuto da due insegnanti che parlano solo in tedesco ed è proprio un’immersione totale nella lingua. Nella classe siamo in 17, tutti studenti cinesi tranne una signora tailandese.

Dopo due lezioni sono in grado di presentarmi, di dire e chiedere da dove vengo, dove abito e quali lingue parlo. So anche fare lo spelling del mio nome, direi che sto facendo già grandi progressi.

Imparare una nuova lingua è proprio come conoscere una persona. Da prima sconosciuta poi un pò alla volta cominci a farti un’idea, ad eliminare dei pregiudizi e poi chissà, magari ad accettare i suoi difetti e ad apprezzare i suoi pregi.

Io e il tedesco diventeremo migliori amici.

Vi tengo aggiornati!