Shanghai di notte

Shanghai dopo la mezzanotte è come una donna di mezza età che sta per coricarsi. Di giorno sui tacchi e sempre agghindata, passa la mattinata a chiacchierare con le amiche in compagnia di tazzine minuscole di tè verde (che se hai sete non ti basta nemmeno l’intera teiera, ma si sa, le cose belle vanno gustate a piccoli sorsi).

Di giorno è piena di vita, la vedi sorridere mostrando i denti tra due archi di rossetto, noti le zampe di gallina vicino agli occhi di cui non si vergogna (perchè nessuna città è perfetta e anche i palazzi si logorano nel e a causa del tempo), la vedi che scuote la testa leggermente a sinistra per spostare i capelli boccolosi, risultato di tante permanenti.

La vedi da lontano, una figura femminile con le sue curve appena accennate, con il suo portamento da prima donna ma senza presunzione. Lei conosce bene le regole della società. Farsi vedere, farsi desiderare ma mai cadere nel volgare.

Di notte, quando le luci dei grattacieli di Pudong si spengono, lei si toglie la sua maschera e mette il silenzioso.

Girare per Shanghai in bici dopo la mezzanotte mi fa sentire una libellula, continuo a pedalare, ma non mi sembra di sentire i piedi e non sento le ruote toccare la strada. Di giorno sono un’ospite in questa città, di notte è come se io le appartenessi.

L’altra notte, per esempio, stavo attraversando Shaanxi Bei Lu e piccole gocce di pioggia mi accarezzavano il viso mentre passavo. L’aria era cosi calda che dopo pochi minuti ero già asciutta.

Seducente, intrigante, misteriosa e affascinante.

Shanghai, puoi essere mia solo per una notte?

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