Poveri questi bambini cinesi..

Ero indecisa tra questo titolo e il commento della mia collega “Tu non puoi capire..”

Vi avevo già raccontato dello stress che subiscono i bambini cinesi a partire dal primo anno di scuola elementare, ma mancava la seconda parte.

Come sapete la mia collega era molto preoccupata dei risultati del figlio, temeva che, pur avendo accesso garantito al secondo anno, dai risultati degli esami potesse essere tra gli ultimi della classe. Le sue parole sono state “purchè sia sopra la media dei risultati totali”.

S: “Ho ricevuto i risultati di mio figlio: 96/100 in matematica, 98/100 in inglese e 98/100 in cinese, è il terzo della sua classe, significa che gli altri compagni non sono molto bravi”

Io:”Ottimo direi, hai visto che non c’era da preoccuparsi? questi voti non meravigliosi”

S:”Ma durante l’anno mio figlio non ha mai preso meno di 100 in matematica, non capisco perchè abbia preso 96, tutti errori di distrazione, non va bene”

Le dico che “questi voti sono ottimi considerando il nervosismo pre esame del figlio, se fa errori di distrazione significa che se fa piu attenzione non farà gli stessi errori, non perchè non sappia eseguire gli esercizi.” Ma lei non mi sta ascoltando, non le importano le mie parole perchè anche se il figlio si è classificato terzo su una classe da quaranta persone non è comunque abbastanza. Non ha dato il massimo e “se non prende il massimo al primo anno di scuola elementare, come farà alle medie?”. Quindi quello che aveva detto settimana scorsa “è sufficiente essere sopra la media della classe” non è più valido.

Di recente il ministero cinese dell’educazione ha introdotto nuovi limiti all’accesso alla scuola superiore. Non fa parte degli anni d’istruzione obbligatoria. Solo i migliori studenti pari al 40% degli studenti delle medie potranno frequentare una scuola superiore, con poi la possibilità di accedere all’università. I restanti potranno solo frequentare scuole professionali, perchè serve manodopera più tecnica, il paese non può permettersi di avere “troppi laureati che non vogliono fare il lavoro manuale”.

La mia collega S. ha paura che se non sta dietro al figlio nei compiti, poi questo finirà tra gli ultimi alle medie, non potrà andare alle superiori e non avrà le porte aperte verso l’università=farà un lavoro misero dove guadagnerà poco.

“Tuo figlio ha 7 anni ed è il terzo della classe, spero che possa godersi la sua estate tra compiti e spensieratezza”

“Tu non puoi capire, qui la competizione è alle stelle!”

Stiamo parlando della competizione tra gli studenti o tra i genitori?

Ma questo pensiero me lo tengo per me, tanto non posso capire.

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